STAFFA AD INTEGRAZIONE BIFASICA

Molte sono le tecniche per by-passare i limiti anatomici che sono state adottate negli anni.
Ricordiamo il cerchiaggio del seno mascellare, gli impianti ad inserzione laterale. Ultimamente si è dato molto risalto al grande rialzo del pavimento del seno. Questo tipo di intervento però, prevede una certa invasività, tempo lungo di attesa per l’utilizzo delle strutture implantari e soprattutto gravi reliquati in caso di insuccesso.
Si possono creare delle comunicazioni oro-antrali a volte molto difficili da chiudere. A tutto ciò si aggiunge la notevole fragilità della membrana endostale che a volte può lacerarsi spontaneamente intraoperatoriamente anche soltanto per gli atti respiratori del paziente pur non sollecitata da atti chirurgici impropri. In caso di mancata o scarsa ossificazione perimplantare possono verificarsi dislocazioni dell’impianto all’interno del seno, sia a breve sia a lungo periodo.




"Sinus lifting" fallito nel postoperatoria


"Sinus lifting" fallito di 11 anni.
Per volere del paziente asintomatica, il lavoro è in situ sotto controllo periodico. Notare gli aghi inseriti successivamente a sostegno


Per tutti questi motivi si è cercato di trovare tecniche alternative che rispettassero la struttura anatomica fisiologica. Va dato merito ad Apolloni di avere imboccato una strada che portasse ad un appoggio corticale extrasinusale.
Lo svantaggio di questo tipo di staffa è dato dall’assenza di una stabilità primaria e la tenuta è similare agli impianti sottoperiostei. In ultimo va ricordata la possibilità di esteriorizzazione della branca vestibolare da decubito della mucosa in tal sede, a volte particolarmente esile e spesso sottoposta alle trazioni delle inserzioni muscolari.



STAFFA AD INTEGRAZIONE BIFASICA DI LORENZON

La staffa bifasica presenta invece una notevole stabilità primaria grazie ai denti posti alle estremità che consentono una graffatura immediata. Inoltre viene sommersa da un innesto che non solo la trasforma in endoossea bicorticale ma fornendo un tavolato di appoggio evita l’esteriorizzazione.



L’aumento poi della stabilità primaria consente anche l’utilizzo come pilastro distale e non solo intermedio.



Stratigrafie postoperatorie



Stratigrafie postoperatorie


Rx postoperatorio controllo a distanza 3 anni



Staffe ad integrazione bifasica
a sinistra la versione definitiva che permette un adattamento perfetto alla cresta