| SOMMARIO
E INTRODUZIONE Sommario In questo lavoro di ricerca è
stato analizzato lo stato di sollecitazione che si viene a creare in seguito alla
protesizzazione della mascella mediante impianti tradizionali o mediante una combinazione
di impianti a vite e a staffa tra loro resi solidali mediante saldatura di un
filo metallico. E' stato creato a tale scopo un modello agli elementi finiti
tridimensionale del complesso costituito da impianti, denti, osso trabecolare,
osso corticale, osso impiantato, considerando una condizione di perfetta osteointegrazione
e sono state considerate due diverse condizioni di carico. I risultati ottenuti
hanno evidenziato il diverso stato tensionale che si viene a creare operando secondo
le due diverse modalità di intervento: in particolare si è verificata
una notevole concentrazione di tensione in corrispondenza dell'ingresso degli
impianti tradizionali nell'osso ed in corrispondenza della loro estremità.
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| Introduzione
E' stato ormai da tempo dimostrato come il successo o fallimento degli
impianti di varia natura, aventi chiara funzione strutturale (in particolare quelli
ortopedici è dentali) è legato in primis alla condizione del sistema
biomeccanico osso-impianto che si è venuto a creare oltre a considerazioni
puramente biologiche. Nel caso degli impianti dentari il sistema biomeccanico
da analizzare è estremamente complesso in quanto interagiscono una varietà
di elementi (denti, impianti, osso trabecolare, osso corticale) aventi diverse
caratteristiche meccaniche e geometria complessa. Per questo motivo è impossibile
valutare a 'occhio' le modalità di trasmissione del carico dai denti all'osso,
mentre occorre utilizzare appositi programmi agli elementi finiti, finalizzati
al calcolo di strutture complesse mediante loro suddivisione in una molteplicità
di elementi di semplice geometria (tetraedri o parallelepipedi nello spazio).
La schematizzazione della situazione reale per la costruzione della geometria
di base per il programma degli elementi finiti può seguire diversi livelli
di approssimazione: i modelli più diffusi sono modelli piani o assialsimmetrici
in cui viene considerato un solo impianto isolato e l'osso viene schematizzato
come totalmente omogeneo; un passo ulteriore può essere quello di modellare
in modo distinto l'osso trabecolare e quello corticale. In questo modo non è
però possibile cogliere l'interazione tra diversi impianti protesici per
la quale è invece necessario costruire un modello più complesso
non solo costituito da più impianti, ma anche, a meno di imporre pesanti
semplificazioni, tridimensionale. Un passo ulteriore per costruire modelli più
aderenti alla realtà consiste nella modellizzazzione dell'intero segmento
osseo (mandibola o mascella) nel quale vengono inseriti impianti e denti naturali
secondo la reale situazione del paziente; per ottenere un livello di dettaglio
confrontabile con quello della modellizzazione precedentemente descritta è
però necessario disporre di notevoli risorse di calcolo. In questo lavoro
di ricerca si è quindi scelto di operare costruendo un modello tridimensionale
di una porzione dell'arcata mascellare, ponendo appositi vincoli all'estremità
in modo da simulare la rimanente parte dell'osso. Questo ha reso possibile simulare
con un buon livello di dettaglio la geometria degli impianti e dell'osso con le
risorse di calcolo a disposizione. Sono stati analizzati due diversi sistemi
biomeccanici corrispondenti ad altrettante diverse modalità di intervento
sulla mascella totalmente o parzialmente edentula con un basso spessore dell'osso
corticale
. La tecnica proposta infatti appare di più semplice applicazione,
ma se ne voleva verificare la validità anche dal punto di vista biomeccanico
.
L'analisi tensionale ha permesso di evidenziare le zone aventi maggiori criticità
ossia nelle quali si verificano significative concentrazioni di tensione alle
quali corrispondono, nella clinica, zone di probabile riassorbimento osseo. E'
così stato possibile evidenziare le criticità di entrambe le modalità
di intervento in modo da consentire di operare una scelta motivata; un ulteriore
ampliamento di questa ricerca può prevedere la personalizzazione del modello
in modo da renderlo più aderente alla situazione reale del paziente esaminato:
in particolare si potrebbe variare quanto meno lo spessore dell'osso corticale
e la qualità dell'osso trabecolare. |