ELETTRO SALDATURA INTRAORALE
Estratto del lavoro originale del Prof. Pier Maria Mondani - Iconografia dott. De Bellis - Salerno

Vari sono i tipi di saldatura ma noi parleremo solamente della saldatura autogena si attua con la macchina inventata. L’autogena è quella nella quale il metallo base, partecipa per fusione o per sincristallizzazione, alla costituzione del giunto saldato.
Si può eseguire con o senza metallo d’apporto. Per sincristallizzazione si intende l’unione di due superfici metalliche per messa in comune di atomi nella costituzione del reticolo cristallino della zona di giunzione.
NELLA SALDATURA LA SINCRISTALLIZZAZIONE È REALIZZATA PER PRESSIONE MECCANICA.
La saldatura a resistenza (elettrica) è un procedimento di saldatura autogena per pressione, nel quali il calore necessario per portare localmente le superfici a temperatura di fusione, o di forgiatura, è fornito per resistenza elettrica dal passaggio di una corrente elettrica attraverso la zona da unire.
La saldatura a punto si compie senza metallo d’apporto.
La corrente che passa dal circuito primario nel circuito secondario, svilupperà nelle varie sezioni di esso, un calore tanto più intenso quanto più alta sarà la resistenza incontrata, secondo la legge di Joule:


I
Q = ----------- RI2t
J

dove:

Q = quantità di calore espressa in gradi calorie (Cal)
J = equivalente meccanico della grande caloria, espresso in Joule/Ca (1 Cal = 4,18 X 10’ Joule);
I = intensità di corrente in ampere;
R = resistenza elettrica in Ohm;
t = tempo in secondi

Ricapitolando la saldatura a punti si basa su tre fasi di esecuzione:
- intensità della corrente nel circuito di saldatura I
- a pressione sulle facce da saldare dipende dallo sforzo di compressione esercitato sugli elettrodi P
- tempi di saldatura che si ripetono nell’esecuzione di ogni punto.

L’evoluzione moderna della saldatura a resistenza verso tempi di saldatura molto brevi ha portato come conseguenza l’adozione di correnti molto forti con tensioni molto delicate.
La quantità di calore da produrre per ottenere un punto di saldatura è infatti data dalla legge di Joule prima riportata: nella quale evidentemente alla diminuzione del termine tempo (t) deve corrispondere un adeguato aumento di I.

Il valore delle intensità varia quindi in primo luogo con la rapidità della saldatura; ma esso è inoltre in funzione di molti altri elementi e precisamente:

- la pressione, che influisce assai sulle resistenze di contatto
- lo spessore dei pezzi sovrapposti
- la forma del pezzo da saldare
- la natura, la forma, lo spessore degli elettrodi
- la lunghezza e la distanza dei bracci porta elettrodi (per esercitare più forza).

Sotto la forma pił schematica una macchina elettrica per saldare comprende:
A. un trasformatore di intensitą in cui il circuito secondario ha unito gli elettrodi.
B. Un dispositivo meccanico di messa sotto pressione degli elettrodi.
C. Un interruttore devoluto ad immettere e a togliere la corrente elettrica.

Ciclo a corrente pulsante. In questo ciclo il calore è apportato da successive emissioni di corrente intercalate da periodi in cui resta in attività la sola pressione: si ha cioè una successione di tempi "caldi" in cui passa la corrente e tempi "freddi" in cui non passa la corrente.

FUNZIONI DELLA PRESSIONE

La pressione viene applicata per un periodo più lungo di quello del passaggio della corrente: il ciclo di pressione infatti inizia prima e termina dopo il ciclo di corrente.
Nel ciclo totale di saldatura possiamo distinguere tre fasi:

- accostamento, durante il quale si ha solo applicazione della pressione senza corrente
- saldatura, con azione contemporanea della pressione e della corrente fino alla fusione del nocciolo

- raffreddamento, nel quale si toglie la corrente mentre viene mantenuta la pressione.

FASI DI ACCOSTAMENTO: lo sforzo di accostamento dato dalla compressione deve far avvicinare fino a combaciamento delle facce da saldare nel punto tra gli elettrodi.

FASE DI SALDATURA: mentre i pezzi sono a contatto mantenuti dalla pressione in fase di accostamento passa la corrente di saldatura determinando l’unione delle due superfici.

FASE DI RAFFREDDAMENTO: anch’essa importante perché in questo tempo il metallo si cristallizza e va tenuto in pressione

Si adopera la forza solo per divaricare le "ganasce" della pinza avendo essa la prerogativa di mantenere la parte ferma costantemente sotto pressione anche quando la fase di raffreddamento la richiede, ma soprattutto lasciando l’operatore libero in ogni iniziativa senza avere la preoccupazione di mantenere la pinza sotto pressione per congiungere perfettamente le parti da saldare.

Va ricordato poi il fatto che grazie alla diversa conducibilità termica del Ti=19 e del rame = 386 impiegato per la costruzione degli elettrodi della pinza non vi è riscaldamento della struttura ossea perimplantare. Infatti gli elettrodi di Cu costituiscono una via preferenziale per la dissipazione del calore generato dell'impulso elettrico = 250 /300 msec.

Sezione del punto di saldatura a differente ingrandimento