| Implantologia
funzionale L'implantologia funzionale consiste in una tecnica implantologica
che si pone in accordo con la tendenza moderna della chirurgia che diventa ogni
giorno meno invasiva. Questo significa meno sofferenza e più benefici funzionali
immediati per il paziente. Essa permette di adattare la struttura implantologica
alle caratteristiche anatomiche del paziente che, salvo rari casi, non richiede
quindi chirurgia preparatoria che utilizza a volte tecniche di trasposizione di
osso da altri distretti anatomici. L' atraumaticità che contraddistingue
l'implantologia funzionale la fa prediligere come tecnica di primo impiego lasciando
come seconda scelta - e solo in caso di fallimento - le tecniche più invasive.
Del resto, il fallimento a breve e lungo termine, date le caratteristiche tecniche
del tipo di impianti, comporta delle piccole lesioni all'apparato osseo che va
incontro a riparazione spontanea per cui può essere ripetuta a breve scadenza. La
solidarizzazione degli impianti fra loro comporta poi un differente modo di distribuzione
delle forze agenti sulla struttura che perde quindi l'individualità di
ogni singolo impianto e partecipa invece con un mutuo lavoro al sostegno meccanico
della protesi. Nelle seguenti figure si mostra un confronto tra una struttura
complessa elettrosaldata ed un impianto tradizionale.  Fig.
8 Complesso implantare funzionale, si nota il filo in titanio che unisce
insieme ogni singolo impianto
| Fig.
9 In questo caso si è adottato un impianto di tipo tradizionale,
si nota l'assenza del filo in Titanio |
Caratteristiche
generali L'apparecchiatura permette di effettuare la saldatura direttamente
nel cavo orale del paziente. Il processo di saldatura è di tipo elettrico
senza apporto di materiale in atmosfera di gas inerte in accordo con i principi
enunciati da Lorenzon. Tra i due elettrodi della pinza vengono posizionati i due
elementi da saldare. L'energia contenuta in una batteria di condensatori, precedentemente
caricati, viene trasferita agli elettrodi della pinza, la corrente che fluisce
attraverso i punti di contatto tra le due parti da saldare scalda il materiale
fino al punto di fusione realizzando il giunto saldato. Durante il ciclo il
punto di fusione è protetto tramite l'apporto di gas Argon. Ciò
evita che la zona di fusione, per effetto della temperatura possa reagire con
l'Ossigeno contenuto nell'aria producendo ossidazione e quindi decadimento delle
caratteristiche meccaniche del materiale utilizzato. Il calore prodotto non
raggiunge livelli pericolosi in quanto viene dissipato attraverso gli elettrodi
sfruttando la maggior conducibilità termica del Rame. Durante la fase
di saldatura la pinza viene scollegata automaticamente dalla rete elettrica. La
saldatrice ha all'interno un microcontrollore che gestisce l'interfaccia utente
tramite i tasti, l'encoder ed il display; la macchina è reimpostata a seconda
dei calibri degli elementi da unire in modo darealizzare il processo con modalità
e temporalità adeguate. Il ciclo di saldatura è suddiviso in
3 differenti fasi, definite come: 1. Fase di pregas: emissione di argon in
grado di assicurare che l'atmosfera nel punto di saldatura sia libera da ossigeno
prima di iniziare la fase di saldatura. 2. Fase di sinterizzazione seguita
dalla sincristallizzazione profonda: percentuale di energia erogabile agli elettrodi;
ottenuta con il passaggio di corrente in grado di attuare l'eccitazione molecolare
con variazione dei lagami atomici del Ti. 3. Fase di postgas: è necessaria
che l'atmosfera sia libera da Ossigeno finché la temperatura del giunto
non abbia raggiunto un livello tale di stabilità molecolare da evitare
ogni possibile reazione con l'Ossigeno contenuto nell'aria. Prima di ogni ciclo
di saldatura il microcontrollore verifica che ci siano le condizioni corrette
del circuito elettrico e del punto di saldatura. Ciò significa che la
resistenza elettrica del circuito complessivo deve essere inferiore ad un valore
prestabilito. Inoltre un avvisatore acustico avvisa l'operatore dell'inizio e
della fine del ciclo di saldatura. Lo strumento è contenuto in un apposito
contenitore che ne permette la trasportabilità. |