RISULTATI

L'analisi dei risultati è stata effettuata considerando, per ciascuna condizione di carico, diverse zone:

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superficie esterna dell'osso corticale
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superficie di interfaccia tra l'osso corticale e quello trabecolare
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sezioni diametrali di ciascun impianto
In tutti i casi si sono analizzate le sole tensioni presenti nell'osso, demandando ad un altro tipo di analisi lo studio delle sollecitazioni presenti nell'impianto. Per permettere una visione sintetica è stato riportato l'andamento della sola tensione 'ideale' cioè di una tensione monoassiale indicativa della gravosità dello stato complessivo di sollecitazione descritto in realtà da ben 6 componenti (tensioni normali secondo i 3 assi e tensioni di taglio secondo i tre piani ortogonali).
In generale si è visto che in entrambi i casi le sollecitazioni sono abbastanza bene distribuite interessando comunque tutta la porzione di osso analizzata nonostante il carico fosse localizzato. Vengono raggiunte tensioni che potrebbero provocare la frattura dell'osso solo in punti molto localizzati: la zona di interfaccia tra vite e osso impiantato nel caso degli impianti tradizionali e la zona di interfaccia tra le 'graffette' della staffa e osso corticale per il secondo tipo di impianto. In entrambi i casi lievi variazioni della geometria del modello, con lieve arrotondamento degli spigoli produrrebbero notevoli variazioni, pertanto non si possono trarre conclusioni quantitative a meno di eseguire un modello più dettagliato qualora le risultanze cliniche consigliassero un approfondimento.
I livelli tensionali raggiunti sono abbastanza simili per le due diverse modalità di intervento, si ravvisano comunque le seguenti differenze:


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la superficie esterna dell'osso corticale è più caricata nel caso di impianto con staffa in quanto evidentemente le staffe appoggiano direttamente su questa superficie, non vengono comunque raggiunte tensioni 'pericolose' grazie al fatto che nel modello la superficie inferiore della staffa copia perfettamente quella dell'osso.
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l'osso trabecolare è poco caricato in corrispondenza della superficie di interfaccia con l'osso corticale in quanto l'osso corticale, essendo molto più rigido, sopporta la maggior parte del carico. Nel caso di impianti con staffa si possono avere concentrazioni di tensione in corrispondenza dei punti in cui le viti, impiantate in modo obliquo, perforano l'osso trabecolare per andarsi ad appoggiare sull'osso corticale; le tensioni rimangono comunque di modesta entità.
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per quanto riguarda le sezioni, i valori raggiunti dalle tensioni sono simili per le due sezioni estreme, mentre, per quanto riguarda le due sezioni 'interne',nel caso di impianti tradizionali si verificano importanti concentrazioni di tensione in corrispondenza dei punti in cui la vite entra nell'osso corticale, in corrispondenza della discontinuità tra osso corticale originale ed osso impiantato ed in corrispondenza dell'estremità distale della vite.

- Carico solo verticale 200N
- Carico verticale 200N + orizzontale 40N
- Tabella conclusiva