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USO
DEL TITANIO IN SISTEMI AVANZATI APPLICATI ALLA CHIRURGIA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA.
1)
Caratteristiche fisiche Il
titanio è un elemento puro, presente in natura sotto forma di ossidi e
molto diffuso sulla crosta terrestre: è il nono elemento in ordine di abbondanza
ed il terzo metallo utilizzabile in costruzioni meccaniche, dopo Alluminio e Ferro.
E inserito nel sistema periodico degli elementi nel IV gruppo, IV periodo.
Il numero atomico è 22 e, pur essendo un elemento di transizione, il suo
comportamento è prevalentemente metallico. |
Data
la grande affinità del Ti con lOssigeno, lAzoto e lIdrogeno,
i processi di produzione e raffinazione sono molto complessi e quindi estremamente
costosi. Il primo stadio della produzione è la trasformazione del minerale
in Tetracloruro di Titanio. Successivamente viene effettuata una riduzione del
Tetracloruro con Magnesio (Processo Kroll) oppure Sodio (Processo Hunter). A questi
processi si sta affiancando quello elettrolitico. Il metalli o prodotto si presenta
sotto forma di agglomerati "spugna" o "granuli") che vengono
separati dai sottoprodotti mediante lisciviazione o distillazione sotto vuoto.
Successivamente il metallo grezzo (spugna o cristalli) viene compattato in bricchette,
con le quali si compongono gli elettrodi consumabili per la fusione del metallo
in forni VAR (Vacuum Arc Remelting). E in questa fase che si aggiungono
gli elementi leganti per produrre le leghe di Titanio. Il
Ti di purezza elevata è infatti un materiale relativamente duttile, le
cui caratteristiche meccaniche non sempre sono sufficienti per la realizzazione
di parti notevolmente sollecitate. Per questo motivo il Titanio viene utilizzato
come elemento base per formazione di leghe con prestazioni più elevate. |
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| | Alla
temperatura ambientale il metallo possiede una struttura esagonale compatta, chiamata
Fase Alfa, la quale subisce una trasformazione cristallina verso 882 °C divenendo
cubica centrata, chiamata Fase Beta, che resta stabile fino al punto di fusione
di 1660 °C . Pertanto, dal punto di vista mettallurgico, le leghe di Titanio
si dividono in tre classi: Alfa, Alfa + Beta, Beta. Le
leghe Alfa sono saldabili, duttili, resistenti, ma non possono essere sottoposte
a trattamenti termici. Le
leghe Alfa + Beta si possono sottoporre a trattamenti termici, sono più
facilmente lavorabili delle leghe Alfa e possiedono elevate caratteristiche meccaniche
e di resistenza alla corrosione. Le leghe Beta sono generalmente sottoposte
a trattamenti termici, presentandosi in generale molto dure e fragili.
Nella
formazione di leghe si distinguono elementi Alfa-geni, che allargano i campi di
esistenza delle rispettive fasi. - Elementi Alfa-geni Soluzioni
solide di sostituzione: Al Composti interstiziali: C, O, N, B - Elementi
Beta-geni Composti intermetallici: Mn, Si, Fe, Cr, Co, W, Ni Stabilizzano
fase Bet5a fino a temperatura ambiente: Mo, V, Nb, Zr, Ta. Una delle leghe
più diffuse per applicazioni meccaniche è quella composta da 90%
Ti, 6% Al, 4% V. Lalluminio, allargando il campo di esistenza della fase
Alfa, permette un innalzamento della temperatura di trasformazione Alfa-Beta,
stabilizzando la lega a temperatura ambiente e aumentandone la lavorabilità
a caldo; il Vanadio permette il mantenimento a temperatura ambiente della fase
Beta, più duttile durante le lavorazioni a temperatura elevata. La
lavorazione a caldo (Forgiatura) nel campo Alfa + Beta conferisce un primo incrudimento
al materiale; nelle applicazioni industriali a temperature non elevate la struttura
finale è ottenuta con trattamenti termici: il più diffuso è
Tempra + Invecchiamento (Bonifica). Durante la Tempra viene conservata in
maniera metastabile tutta o parte della fase Beta presente ad alta temperatura;
la struttura ottenibile è di tipo aciculare-martensitico, e si presenta
come fine dispersione di Beta in una Alfa (Fig. 5). LInvecchiamento
è ottenuto mediante raffreddamento lento nel campo in cui si origliano
le fasi stabili a bassa temperatura, e permette la decomposizione della fase Beta
sovrasatura e incremento della resistenza meccanica. Tempra, Invecchiamento
e Ricottura vengono comunque variati a seconda delle esigenze tecnologiche successive. |
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CARATTERISTICHE MECCANICHE Modulo elastico Il
Modulo Elastico (o di Young) di un materiale può definirsi come il rapporto
tra lo sforzo specifico applicato e la deformazione percentuale prodotta da tale
sforzo. Laggettivo "Elastico" implica il ritorno alle condizioni
primitive, una volta terminato lo stato di sforzo: cioè si considera lineare
il diagramma sforzi-deformazione nellintervallo in esame. Il M.E. è
caratteristica del solo materiale impiegato, non della forma né delle dimensioni
del provino scelto per ottenerlo. Il TiAlV64 è la lega metallica, tra quelle
oggi disponibili, il cui modulo elastico è il più simile a quello
dellosso corticale: il valore di E (E = modulo di Young) per ilTi (E = 110
GN/m2) è circa metà di quello degli Acciai Austenitici (E = 200
GN/m2).
Confronto
tra le proprietà fisiche del Titanio e alcuni metalli
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Ti |
Fe |
Al |
ni |
Cu |
| Densità
(gr/cm3) | 4,51 |
7,9 |
2,7 |
8,9 |
8,9 |
| Temp.
di Fusione (°C) | 1668 |
1530 |
660 |
1453 |
1083 |
| Conducibilità
Termica (Wm 1 °C 1) |
19 |
63 |
205 |
92 |
38 |
| Conducibilità
Termica (Wm 1 °C 1) | 8,6 |
12 |
23 |
15 |
17 |
| Resistività
Elettrica (10-8 W m) | 42 |
10 |
2,7 |
9 |
1,7 |
| Modulo
elastico (Kg/mm2) | 10000 |
21000 |
7000 |
21000 |
10500 |
| | Conducibilità
termica = 19 < altri metalkli elettrodi di Cu costituiscono una via preferenziale
per la dissipazione del calore generato dallimpulso elettrico 250/300 millesecondi.
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