| | | PREFAZIONE
Si
intende con tale denominazione una tecnica implantologica che si pone in accordo
con la tendenza moderna della chirurgia che in generale diventa ogni giorno meno
invasiva. Questo significa meno sofferenza per il paziente che ha inoltre il vantaggio
di acquisire benefici funzionali immediati. La dizione multitipo si riferisce
al fatto che a disposizione delloperatore vi sono molti tipi di impianti
diversi per forma, lunghezze e calibro. Ciò permette di adattare la
struttura implantologica alle caratteristiche anatomiche del paziente. Non richiede
quindi chirurgia preparatoria che utilizza a volte tecniche di trasposizione di
osso da altri distretti anatomici. | |
Latraumaticità
che contraddistingue limplantologia multitipo elettrosaldata la fa prediligere
come tecnica di primo impiego, lasciando come seconda scelta e solo in
caso di fallimento le tecniche più invasive. Del resto, il fallimento
a breve o lungo termine date le caratteristiche del tipo di impianti, comporta
delle piccole lesioni allapparato osseo che va incontro a riparazione spontanea
per cui può essere ripetuta a breve scadenza. La
solidarizzazione degli impianti fra loro comporta poi un differente modo di distribuzione
delle forze agenti sulla struttura che perde quindi lindividualità
di ogni singolo impianto e partecipa invece con un mutuo lavoro al sostegno meccanico
della protesi. Il concetto più immediato nel cercare di imitare un
organo nella sua funzionalità è quello di imitarne la forma e la
struttura. Ma questo non è possibile nella realtà. Quindi nel
cercare di riprodurre il dente è naturale il concetto dente monoimpianto.
Ma come si comporterebbe un ingegnere per ovviare alla mancanza della gonfosi?
Questo è un sistema perfettamente ammortizzante le forze funzionali nello
stato di piena salute. Tale meccanismo è assolutamente necessario non solo
per lo scarico delle forze, ma anche per compensare le modificazioni geometriche
e strutturali a cui la mandibola è sottoposta. Tutto ciò costituisce
un sistema meccanico composto da "protesi struttura implantare osso.
Le tre unità sono tutte sottoposte alle forze occlusionali reagendo ognuna
in proprio. | |
| | Le
reazioni singole però interagiscono fra di loro. A) La protesi deve
soddisfare: a) Legge di Ante = superficie radicolare globaledei pilastri
deve essere uguale o superiore a quella presunta dei denti sostituiti. b)
La flessione e la curva della travata sono proporzionali al cubo della sua lunghezza
ed inversamente proporzionali al cubo del suo spessore. Qualunque sia la lunghezza
della travata di un ponte questa viene sottoposta a sforzi di flessione. Queste
spinte trasmesse dagli intermediari ai pilastri dentali sono diverse per intensità
e direzione da quelle imposte alle ricostruzioni unitarie. Le forze di spostamento
esercitate su un mezzo di ancoraggio hanno una direzione medio-distale mentre
su un elemento isolato sono vestibolo-linguali. Anche solo lo scarico dei
vettori forza senza apparente movimento provoca gli stessi effetti da cui la degenerazione
conoide perimplantare dei monoimpianti. La
stessa chirurgia di Rigenerazione Ossea guidata è una conferma dell'inadeguatezza
del metodo. Non vi è alcuna necessità di tale tecnica intorno alle
strutture elettrosolidarizzate.
B) L'osso della mandibola va considerata come uno scatolato con una struttura
rinforzata perimetrale da inspessimenti (linee miloioidee) e contenente una trabecolatura
che ricorda la struttura honeycomb.
 |
|
Questo
complesso però non è rigido, ma è sottoposto a deformazioni
elastiche, che si scaricano sull'impianto, il quale non ha possibilità
di ammortizzarle in quanto privo di quella sospensione naturale che è la
gonfosi. |
| Quindi,
dato che nessun manufatto protesico è in grado di trasmettere in modo assolutamente
assiale le forze alla struttura ossea e, dato che la struttura monoimplantare
è priva di ammortizzazione fisiologica si viene a creare discrepanza tra
flessione ossea e rigidità implantare. Nella protesi su impianti elettrosaldati
si realizza invece una adattabilità del complesso implantare che similmente
alla struttura in ferro del cemento armato è in grado di seguire la flessibilità
dell'osso. Tutto ciò, avviene senza turbare l'equilibrio della
sezione di passaggio a livello corticale (non avviene mai un collasso conoide
della stessa). La protesi poi per sua stessa modalità di costruzione, appoggiandosi
su una struttura monoblocco in cui non esiste praticamente diastema interimplantare
(ovvero la distanza è così piccola per cui può essere assimilata
a zero) scarica le forze senza flessione. E' la struttura implantare profonda
che segue il modulo elastico osseo.
| |
| Il
processo di saldatura intraorale è assolutamente innocuo e si effettua
grazie agli studi del Prof. Mondani mediante una saldatrice che agisce sulle strutture
in titanio attraverso un processo di compenetrazione dei cristalli senza apporto
di altro metallo, chiamato appunto sincristallizzazione. Studi preliminari
in via di ulteriore sviluppo effettuati presso il reparto di Biomeccanica dell'Istituto
Politecnico di Torino, evidenziano la concentrazione massima delle tensioni al
collo emergente dell'impianto. Tale fatto è confermato dall'osservazione
clinica del cono di riassorbimento cervicale di tutti gli impianti non solidarizzati,
sia cosiddetti "osteointegrati", sia quelli "tradizionali".
Questo
quadro clinico non si manifesta intorno alle strutture elettrosaldate e sostengono
dell'ipotesi di una migliore distribuzione delle forze. Con tali tecniche si possono
quindi by-passare distretti anatomici che controindicherebbero il ricorso alla
protesi su impianto. E'
possibile quindi trattare sia mandibole molto riassorbite, sia mascellari superiori
in cui siano presenti seni molto sviluppati. La
protesi costruita in metallo-ceramica permette ottimi risultati estetici associati
ad un grande rispetto alla struttura parodontale. Non
è necessario usare resine od altro per ottenere l'adattamento isodromico
dell'apparato protesico.
| |
| |
| |
|
| L'utilizzo
di barre di collegamento calibrate permette l'esecuzione di strutture adatte per
ancoraggio di protesi over-denture che non richiedono ulteriori manufatti da parte
degli odontotecnici, con un notevole risparmio dei costi del paziente. Il lungo
follow-up di questa metodica conferma i brillanti risultati a breve e lunghissima
scadenza (più di 30 anni). Tutto ciò non va confuso, come purtroppo
accade, con tecniche similari per tipologia, ma con principi biomeccanici completamente
diversi, per cui il termine "obsoleto" usato in modo dispreggiativo
da coloro che non la conoscono riteniamo debba essere cancellato e sostituito
con un più preciso "sperimentato". |
 |
|
 | Lama
di Pasqualini inserito da 20 anni. Quadrante di aghi inseriti da 10 anni. Quadrante
con staffa inserito da 1 anno. | | | Un
vivo ringraziamento all'amico e collega Marco Pirovano, testimone di un glorioso
passato ed arteficie del progresso scientifico. | |