OSTEOINTEGRAZIONE
- FISIOISTOLOGIA Presupposto
fondamentale perché avvenga losteointegrazione attorno a qualunque
tipo di impianto immerso in una qualsiasi struttura ossea è la quiescenza
meccanica. Questo fatto ritenuto dogmatico e di importanza assoluta fino a poco
tempo fa, sta andando incontra ad una revisione critica. Finalmente in tempi recenti
si è presa coscienza da parte degli adepti di questa nuova
implantologia che è possibile caricare la struttura in tempi brevi.
I due atteggiamenti estremi però hanno insiti in loro rischi e benefici
tuttaltro che trascurabili. Va ricordato quindi allinterno del
cavo orale la presenza di forze di intensità notevole, che espongono la
struttura ossea di appoggio a rischi di trasformazione in senso positivo e negativo,
in accordo alle leggi di Roux e di wolf. Roux:
Laumento delle forze pressorie porta alla formazione di un nuovo tessuto
osseo, mentre la diminuzione e la mancanza di stimoli pressori porta alla formazione
di tessuto osteoide. Wolf: Ogni stimolo funzionale porta ad una modificazione
dellosso e conseguentemente ogni modificazione dellintensità
e della direzione delle forze conducono ad una variazione della solidarizzazione
degli impianti mediante elettrosaldatura per sincristallizzazione. La connessione
dellelemento dentario allosso è realizzato dalle cellule dellepitelio
giunzionale e da quel complesso di fibre collagene che sono parte costituente
della struttura di tutti i tessuti parodontali.
Si identificano in: Fasci gengivo-dentali
che connettono da una parte il cemento, e dallaltra il tessuto gengivale
9° più precisamente in direzione occlusale il margine gengivale in
direzione orizzontale e apicale la gengiva aderente. Fasci circolare o di
Kolliker che circondano il dente ad anello e contribuiscono a mantenere il tessuto
gengivale strettamente aderente alla superficie del dente. Fasci transeptali
che connettono il colletto dei denti contigui scorrendo sopra le creste alveolari.
Fasci dento periostei che connettono il cemento allalveolo (fibre di Sharpey).
Topograficamente questi fasci sono suddivisi in gruppo della cresta alveolare,
gruppo orizzontale, gruppo obliquo, gruppo apicale. Tutte queste strutture
inoltre esercitano la funzione di difesa contro agenti irritanti e carichi masticatori
fisiologici o no. Difesa passiva è svolta dallazione dellapparato
legamentoso delimitato dalle fibre collagene che contengono sostanze glicoproteiche.
Il punzionamento può essere paragonato ad un ammortizzatore idraulico.
Sotto carico vi è interscambio tra spazio ligamentoso e osseo dei proteoglicani
con un vero e proprio meccanismo di pompa che produce un movimento di va e vieni
nei due sensi. I fasci circolari coronali sigillano lo spazio verso lesterno.
Dando quindi per scontata lavvenuta osteointegrazione in fase di carico
non ancora realizzato, dobbiamo porci la domanda se questo stato è destinato
a durare dal momento in cui iniziano ad agire le forze masticatorie. E
doveroso a questo punto ricordare tutte le ricerche che sono state fatte nel passata
da valenti ricercatori come Pasqualini, Tramonte, Pierazzini, Muratori, Zerosi,
Russo, Camera, Emanuelli, Lo Bello, ecc. ecc. Impossibile elencare in modo
compiuto tutti quei ricercatori a cui va la nostra riconoscenza per lenorme
lavoro scientifico. Particolarmente
interessante, è il lavoro di James allUniversità di Loma Linda
in California citata da Pierazzini nel suo trattato a cui rimandiamo chi vuole
approfondire allargomento. James ha eseguito ricerche al microscopio
elettronico ma non solo a livello del corpo implantare, ma anche dei colletti
ove ha evidenziato la presenza di una lamina anista costituita da macromolecole
di proteoglicami in cui è possibile individuare emidesmosomi provenienti
dalle cellule epiteliali. Questa intima connessione degli emidesmosomi epiteliali
con la lamina di proteoglicani come interfaccia, potrebbe allipotesi della
presenza di un sigillo non identico a quello del dente naturale, e quindi con
funzionalità differente. La
struttura del perimplantare analizza anche con indagini radiologiche può
quindi essere sintetizzata in diversi piani concentrici.
| 1
- | stato
proteoglicani aderenti al titanio implantare. | | 2
- | stato
di fibrille collagene ad andamento circolare, ma nel quale sono presenti fibre
oblique che penetrano nello strato dei proteoglicani. | | 3
- | stato
vascolare intermedio vasi e fibre diposte in struttura più lassa in bagno
di proteoglicani. | | 4
- | stato
periferico di fasci densi ad andamento circolare e radiale con funzione di ancoraggio
alla lamina ossea neoformata. | Da
tutto ciò ne consegue losservazione che la biointegrazione dellimpianto
è diversa a seconda dei distretti anatomici. Il contatto osso
titanio non è univoco ma può presentarsi sotto varie forme lungo
tutto il suo decorso. Elemento comunque anche nelle zone di intimo contatto
(soprattutto le paracorticali) è la presenza costante dei proteoglicani.
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Osservazione personale |